L'emozione del viaggio

CONCORSO SCRITTORI IN ERBA

PROMETTO PROMETTO PROMETTO!

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Sinuosi erano i profili delle palme che si prostravano languide sulla sabbia albina, inginocchiandosi davanti a quel placido mare cristallino.
Eppure non si trattava di un posto magnifico, il cui nome viene fuori dalle bocche più copiose per indicare uno dei luoghi più seducenti del pianeta quando si tratta di parlare del posto più ambito per mete lontane e avventure proibite.
No, era solo un mare mediocre a cui potevano accedere tutti senza troppe spese.
Tutto merito dell’uomo ovviamente, insomma… datemi una donna brutta, un beauty case pazzesco e un chirurgo straordinario e il finale sarà chirurgo e beauty case sfiniti ma si ottiene uno schianto di donna! Si fa lo stesso discorso per la spiaggia.
Cosa non potrebbe creare l’uomo?
Eva se ne stava semisdraiata ad osservare le bellezze artificiali che aveva davanti agli occhi.
‘Com’è strana la vita. Due anni fa non ci si poteva nemmeno immergere in queste acque. Chissà cosa ne penseranno i pesci, adesso siamo andati a invadere la loro proprietà privata. Se fossi in loro prenderei a pedate chiunque entrasse a casa mia. Sì certo! Vedo già i titoli di domani sui giornali che sfornano tutti i punti cardinali del globo in tutte le lingue possibili ed immaginabili, tutte con lo stesso titolo: ‘RIVOLTA DEI PESCI DI TUTTI I MARI E DI TUTTE LE SPECIE!’
Se, come no! Spero che si sbrighino a far baruffa i paesi sottosviluppati prima dei pesci contro i capitalisti e gli sfruttatori del pianeta. E intanto noi singoli individui ce ne freghiamo, tanto abbiamo a che fare tutti i giorni con i nostri ’gravi e importanti’ problemi di una ’importante’ vita! Insomma cosa ce ne può fregare a noi di quelli che muoiono di fame se dobbiamo scervellarci per fare un finanziamento per poter andare a fare una vacanza di lusso e poterla sbattere in faccia agli amici e farli morire dall’invidia? Ma niente! Non ce ne può fregare di meno! E poi dobbiamo anche sopportare il fatto che camminiamo ogni giorno incontro la morte! Come fa una singola persona fisica a poter sopportare una cosa così atroce ogni giorno senza crollare nella disperazione? E tutti gli impegni quotidiani tolgono il fiato! È logico che non si ha più tempo per pensare a nessuno oltre che a sé stessi, certo l’uomo è proprio arguto e consapevole di tutto!’
Aver appena letto un libro filosofico le aveva fatto male e più la sua mente vagava lontano più si rendeva ironicamente conto che era una stupida perché i grossi sbagli dell’umanità gli aveva fatti anche lei nel suo piccolo e così quelli che la circondavano e oltre, pure quelli oltre gli oceani. E non ci poteva fare proprio niente, solo continuare nel vivere a seconda dell’ambiente in cui si vive e delle regole morali e sociali che ci vengono impartite e trapanate nella testa.
‘E se io sapendo che è l’ambiente sociale a trasformarmi nella persona che sono, mollassi tutto e andassi a concepire altre regole e altre morali, in luoghi lontani e paradossali ai miei occhi? Allora vedrei due, tre, venti, cento, mille, infinite facce della medaglia che mi fanno vedere qui. Vedrei una sola cosa trasformarsi in mille altre cose, la vedrei rovesciata, capovolta, col sedere per aria e la testa per terra, vedrei il sole rubare l’incavo che occupa la luna nell’universo e la luna strappargli i raggi dalla testa e buttarlo in un buco nero. Vedrei cose impossibili, ma cosa è impossibile? Nulla! Non esiste l’impossibile. È un’invenzione dell’uomo per dimostrare che riesce a far diventare possibile tutto, per strofinarsi gloriosamente le dita sul petto dopo averci alitato sopra con aria sbruffona per intendere che riesce in tutto.
Sì adesso so cosa devo fare! Devo viaggiare, conoscere nuova gente, vedere nuovi posti e nuove teste. Prometto che viaggerò ovunque, prometto che vedrò tutto il possibile che esista, prometto che penserò agli altri come ai miei fratelli e non come a degli sconosciuti, prometto che vedrò tutto quello che sta in questo globo confinato ai limiti di una galassia, prima di concludere la mia breve esistenza!’
Facendosi cullare da questi pensieri Eva scivolò nel mondo dei sogni sulla sdraio e promise a sé stessa che avrebbe mantenuto la megalomane promessa che si era appena fatta, dimenticandosi delle pene della sua infima vita e del mondo e forse anche della avventata promessa e poi aprì le porte al tenero amante Sonno.