Come nacque Thiene ( teoria)
Pubblicato da barbex
Inde Paflagonia, ubi a tergo est Galathia, sed in Paflagonia civitas Henetos , a cuius ortu sunt
Veneti in Italia dicti.
Plinio il Vecchio IV,30] De Paflagonia et Galathia ISTORIE LIBER I :3 qui inter mare Alpesque incolebant, pulsis Enetos Troianosque eas tenuisse terras. Et in quem primum egressi sunt locum, Troia vocatur, pagoque inde Troiano nomen est: gens universa Veneti appellati .
Titus Livius
Nell’anno 1240 aC. Ilium anche chiamata Troia cade ad opera di Agamennone che assediò la città
per 10 anni .Amici dei Troiani erano gli Eneti ( Heneti) i quali ne condivisero la sorte. Persa la guerra i due popoli alleati dovettero andare in esilio per conservare la propria libertà e la vita. Pilemene, figlio di Bilsate, re degli Eneti, guidava l’esercito dei Paflagoni mentre Enea figlio del Anchise e della dea Venere, guidava i Troiani, suo padre era cugino di Priamo re della città di Troia.
Cantami, o Diva, del Pelìde Achille l’ira funesta che infiniti addusse
lutti agli Achei, molte anzi tempo all’Orco generose travolse alme d’eroi,
e di cani e d’augelli orrido pasto lor salme abbandonò (così di Giove l’alto consiglio s’adempìa), da quando primamente disgiunse aspra contesa
il re de’ prodi Atride e il divo Achille.
Iliade I° canto
Così Omero iniziava il canto delle gesta degli eroi che combatterono la sanguinosa guerra di Troia. Enea dopo vario pellegrinare, dovuto anche all’avversità create da Giunone, approdò, nel Lazio, fondò una città chiamata Troia ed ivi si sposò con Lavinia figlia di Latino. Dal loro matrimonio nacque Ascanio ( Julo ), futuro regnante di Albalonga, capostipite della futura città di Roma . Dopo
12 sovrani occupa il trono Alba Amulio, a danno del fratello Numitore, e ne costringe la figlia, Rea Silvia, a farsi sacerdotessa di Vesta, impedendole così di sposarsi e di avere figli, che sarebbero divenuti anche eredi al trono.
Amata da Marte, Rea Silvia partorisce due gemelli Romolo e Remo, i quali riescono miracolosamente a sottrarsi alla corrente del Tevere alla quale erano stati abbandonati e vengono nutriti da una lupa.
Divenuti adulti decidono di dar vita ad una città, ma a causa di una disputa avuta lo stesso giorno della fondazione della stessa, Romolo uccide Remo , dando il suo nome alla città di Roma .
Era il 21 aprile del 754 a. C.
Alcuni Eneti lo seguirono e continuando il loro viaggio dopo aver soggiornato per un po’ nel Lazio
seguendo la costa giunsero fino in Germania dove fondarono una colonia chiamata Venetia . Lo testimonia Cesare nel suo De Bello Gallico
VENETI: popolo abitante sulla costa meridionale della Bretania, nella regione detta Venezia con capitale Venezia . Lib III, IX pag 117 .
Lib II ,XXXIV pag 109
Intanto fu informato da Pubblio Valerio Crasso, che era stato inviato con una legione contro i
Veneti ………
Lib III , XII pag 119
Le città dei Veneti erano generalmente poste all’ estremità di lingue di terra e di promontori ,non
accessibili per via di terra quando si alzava la marea e nemmeno per via mare, perché con la bassa marea le navi si incagliavano nei bassi fondali…
Con altro legno Antenore sbarca nei pressi della foce del Brenta e fonda la città di Adria .Risalendo il fiume si ferma a fondare la città chiamata Troia a ricordo della patria lontana, cioè Padova ( Patavium). Qui Antenore stringe alleanza con il re Esaco e ne sposa la figlia. Assieme cacciano gli Euganei e si espandono nel Veneto .Con tutta probabilità anche Thiene viene fondata dai veneti greci, avendo essi un luogo di culto per la dea Athena e di un Olimpo chiamato Summano, a cui si rivolsero poi gli Auspici.
Antenore con Pilemene guidava la flotta che risaliva il mar Adriatico, la tempesta aveva affondato alcune navi, ma i naufraghi con l’ aiuto di Nettuno(Poseidone) erano stati salvati .L’ approdo fu abbastanza facile, sulla sponda del Brenta perché il tempo si era rasserenato e le acque del fiume erano calme.Gli Eneti sbarcarono, dapprima alcuni cavalli, poi gli uomini ed infine non essendoci stato pericolo le donne i vecchi ed i bambini .Per ringraziare Giove Antenore faceva sacrificio di alcuni cervi colpiti in loco e li consumava in un grande olocausto, così il fumo sarebbe salito in cielo fino al dio. Alcuni degli scampati alla tempesta pregava Nettuno ed offrivano alcune vivande lanciandole in acqua . La prima notte fu lunga a passare nessuno riusciva a dormire.
Il manto sellato mostrava una stella più brillante del solito e si decise di seguirne la direzione poiché veniva interpretato come un segno della dea Athena .
Antenore con alcuni dei suoi risalirono in perlustrazione il Brenta e trovatolo sicuro chiamarono anche gli altri .
La caccia era buona ,la pesca anche, e la terra dava molti frutti .
La chiamarono “Antenorrea terra fecunda” e vi coltivarono le piante che si erano portate appresso nel loro pellegrinare .
Gli ulivi furono i primi ad essere piantati, seguirono poi la semina dei campi a grano ed i cliliegi.
Trovarono dei giacimenti di creta li vicino e la usarono per farne vasi e contenitori, cosi da stivare i
raccolti per l’ inverno.
Essendo maestri nella costruzione di barche e nell’ arte della costruzione di suppellettili cominciarono a commerciare con popolazioni pacifiche dell’ entroterra .
Antenore conobbe così la figlia del re Esaco .
Giovane, bionda, vestita di un abito porpureo portava due trecce, segno che era di stirpe nobile. Aveva sempre il sorriso sulle labbra, ed era molto brava a danzare ed a suonare il flauto di Pan e si innamorava perdutamente di quell’ uomo che divenne poi il fondatore di Padova .
Esaco era un uomo pacifico, e vedeva i greci come possibile pericolo per cui decise che se sua figlia fosse divenuta moglie del comandante nemico allora avrebbero stretto alleanza e la guerra con loro sarebbe stata scongiurata .Inoltre avrebbero potuto essere utili nel combattere le popolazioni Euganee che continuavano a far scorribande e così avvenne .
Ed Antenore ebbe figli e figlie a cui insegnò i sacri oracoli e l’aver timore degli dei, ed insegnò
loro le arti magiche ed il rispetto degli antenati..
La popolazione cresceva velocemente e si senti il bisogno di spostarsi più a nord ove aveva indicato la stella la prima volta che era apparsa.
Preparata la spedizione, i troiani partirono alla volta della conquista della pianura .
Dopo aver percorso diversi chilometri a cavallo si riposavano, in vista di una montagna con due gobbe fra le nuvole .Somigliava molto al monte Olimpo sia per forma sia perché aveva delle nuvole che ne nascondevano la sommità, sarebbe stata la dimora di Giove ? Nell’osservare il paesaggio, notarono il volo di una civetta su una pianta d’ulivo . Questi, concluse Antenore sono i simboli sacri di Athena, dea della sapienza ed immaginò che la dea gli mostrasse dove edificarle un altare e così eresse un tempio a cui affluivano i greci della zona. Quel luogo fu chiamato Athena, che divenne poi Thiene.
La pianura era nelle mano dei Veneti-greci i confini erano solidi, e le guerre erano scongiurate da un forte commercio .
La città di Padova cresceva di abitanti e divenne molto conosciuta anche oltralpe perché vi si potevano trovare ogni tipo di vesti, di vini, di gioielli. Antenore dopo il lungo viaggio dalla Grecia fino al Veneto, avendo visto il suo popolo prosperare ed i suoi figli crescere, morì sazio di giorni e fu sepolto in un’ urna che tuttora resiste alle intemperie nel centro di Padova.





