L'emozione del viaggio

CONCORSO SCRITTORI IN ERBA

“Don’t cry for me Argentina”

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Ciao E.!

come stai?, com’è stato il tuo arrivo in Italia?!? Ma ti rendi conto che hai lasciato il tuo emisfero giusto nel momento in cui qua stiamo andando verso l’inverno?!? E che ripartirai per il Sud, quando noi del primer mundo (eh eh) staremo già belli che in maniche corte…. Certo che si nota che ci somigliamo un sacco, noi due, sempre con la valigia pronta, basta che ci dicano: “Andiamo?” e noi già lì, con lo zaino in spalla, o come nel mio e tuo caso, con due valigie da 23 chili ciascuna (!!!) – pronte a partire sempre verso nuove mete, nuovi lidi, nuovi continenti….vabbé forse sempre con una specie di groppo in gola, ma vuoi mettere quanto tutto è più semplice se la tua famiglia è il tuo primo supporter, il tuo primissimo fan, che ti accompagna fino all’aeroporto con le lacrime agli occhi, certo, ma che è anche il primo ad augurarti ogni successo ed ogni bene possibile per la tua nuova esperienza??….ti scrivo in italiano, così sei costretta a fare pratica, eh eh eh, ma tanto so che non ti crea molti problemi, es cierto flaca?….aspetta, hai già parlato con i tuoi vero??? Ti hanno già raccontato a quanti gradi sono laggiù!?!? Dio mio, se solo penso che a Rosario avranno toccato minimo i 30° gradi mi viene male…nel senso che muoio d’invidia, tra l’altro praticamente è un anno e mezzo che vivo in inverno, l’estate ho quasi dimenticato cosa sia….

L’altra notte ho fatto un sogno stranissimo, di quelli assurdi che coinvolgono persone che nel tuo subconscio sono amici tuoi ma che poi nella realtà neppure esistono: ecco, c’erano un sacco di persone allucinanti, le uniche conosciute erano la J. e tu, e ci  ritrovavamo a pattinare per i vicoli di una città che non avevo la minima idea di quale fosse ma nella mia testa era come se aleggiasse permanentemente la sensazione di essere in una villa di Buenos Aires…. Poi mi sono svegliata e il mio primo pensiero è stato per la Río Rosa, e – puoi immaginartelo?!? – per la Bombonería Royal!!! Mi ha fatto venire una voglia pazzesca di mangiarmi un alfajor mmmhhh….

Ti ho pensato moltissimo, e soprattutto perché la tua idea di tornare per la seconda volta qui non può che farmi venire di continuo in mente che io in Argentina ci sono stata per ben tre volte nel giro di un anno e mezzo – Mia mamma dice che le compagnie aeree dovrebbero farmi un monumento, sante parole!!! E’ anche vero che, al di là di quello che possa pensare la gente, ci sono forze non ben definite che ci spingono e trascinano qua e là come barche nel bel mezzo di una tempesta nell’oceano… sappiamo che siamo in balia di esse, ma possiamo forse dire che la cosa ci dispiaccia? Io credo di no, vero E. …..?

E proprio in questi giorni, che sono così confusi per me, ma che mi lasciano tanto tempo per pensare, continuano a tornarmi alla mente un’infinità di situazioni tragicomiche che ci sono successe in tutti quei mesi trascorsi a Rosario, quando ognuno cercava di condurre la propria esistenza nel modo migliore, tra lavoro, stage, esami e quant’altro, ah ah ah, darei non so cosa per tornare a rivivere anche fosse una settimana appena quell’esistenza felice assieme alla nostra gigantesca famiglia multietnica, che neanche le rivalità nazionalistiche del Mondiale di calcio hanno potuto dividere!

Ehi, ma tu ti ricordi di quando ci siamo conosciute per la prima volta? Io rientravo dall’ufficio all’ostello di A., e tu e A. eravate nel pieno di un lezione di italiano – la prima cosa che ho pensato è stata: “Questa è pazza a voler studiare italiano!!!” Cavoli, ma quanti progressi hai fatto da allora?!?….

Ma ti ho mai raccontato di cosa abbiano rappresentato per me 12 mesi in Argentina, benché suddivisi in 3 comode rate ah ah ah, sai bene anche quanto non sia molto normale fare la pendolare tra Italia e Argentina soprattutto se si hanno limitati mezzi a nostra disposizione (!), ma tant’è, chi mi conosce meglio di te!!!

Mi sono ripromessa di scriverti una cosetta breve, ma come al solito mi lascio prendere un po’ la mano, non è facile essere “scrittivamente” logorroica, quando poi in una conversazione tra persone non mi lascio scappare più di venti parole in croce…detto questo, credo che dovrai pazientare ancora un attimo, lascia che ti racconti la mia storia, di come io ho vissuto la tua bella Argentina, che poi è l’Argentina di tutta la nostra famiglia rosarina: ti prometto che sarò breve (….il naso cresce!)

Uno sarà che certe cose non se l’aspetta proprio, e arriva quasi al punto di dimenticarsi ad esempio di aver fatto domanda per uno stage all’estero, cosicché quando un bel giorno, di punto in bianco, gli viene comunicato che è stato appena selezionato tra centinaia di candidati per un tirocinio di sei mesi in Argentina, senza neppure ricordare bene dove sia la città per la quale ha fatto richiesta (mea culpa!!!), è quasi certo che poco manca perché cada dalla sedia sulla quale credeva di stare comodamente seduto! E gli manca il respiro, soprattutto se inizia a pensare ad un milione di cose, della serie che manca APPENA un mese prima della partenza e che non sa da dove iniziare con la pratiche burocratiche, che non sa come rassicurare la propria madre che non si tratta di un imbroglio, bensì di un programma universitario, ma soprattutto non ha idea di come la prenderanno gli amici più cari, quelli che ti spingono sempre in avanti tuttavia non c’è modo che non sentano la tua maledetta mancanza quando te ne vai lontano! Certo è, che se la persona in questione sono io, mia cara E., può anche scatenarsi l’apocalisse ma di certo non se lo fa ripetere due volte: comincia a levare la polvere dalle valigie per troppo tempo lasciate in quell’armadio là! soprattutto se quella è l’occasione della vita, il momento atteso da così tanto, poter finalmente fare un’esperienza di quelle sacrosante, in cui per la prima volta uno si mette veramente, ma veramente alla prova – vediamo se posso farcela a vivere da sola per così a lungo e così lontano da tutto quello a cui sono comodamente abituata… e tu che hai imparato a conoscermi lo sai troppo bene che non potrei essere diversa da come sono, e che questo è stato esattamente quello che mi è passato per la testa in quei momenti dell’inizio dell’anno scorso, magari in maniera appena un poco più confusa, solo che..l’eccitazione era grande! Troppo grande! Grandissima! E sì, anche un poco di paura per l’ignoto, certo, pero che emozione.….!!! Non conosco parole abbastanza intense per esprimere sensazioni come queste, il brivido dell’avventura, però non mi servono, perché tu le conosci altrettanto bene, ed è per questo siamo quel che siamo, delle pazze (forse), però amiche come poche persone potrebbero esserselo in questo mondo e in quest’epoca…

Una manciata di righe non riesce a rievocare bianco su nero la sequenza di immagini impresse tanto nitidamente nella mia mente, mi sembra di poter camminare lungo una lunghissima galleria adornata da una serie infinita di quadri, ciascuno dei quali rappresenta i più svariati momenti di questo incredibile viaggio, che è stato il mio viaggio, in parte il tuo, ma soprattutto di tutti noi, il nostro gruppo multiculturale…cominciato niente più che come esperienza qualunque di una tirocinante qualunque, ha cominciato ad assumere significato man mano che il tempo passava, man mano che la gente che mi circondava mi faceva capire che anche una “importata” aveva tutte le carte in regola per entrare nella famiglia latina, lasciandosi andare, ma senza per questo dover essere costretta a rinunciare alla propria identità e all’orgoglio della propria provenienza…

Vi sono caduta letteralmente tra le braccia e voi mi avete letteralmente educata alla vostra cultura, avete permesso che vi trasmettessi la mia, e ciascuno di voi avendo portato con sé una parte del vostro Paese di provenienza, le vostre doti culinarie, la vostra energia musicale, l’atteggiamento nei confronti dell’esistenza, i modi di reagire ad avvenimenti di qualunque magnitudine ed entità; gli scambi di idee (e battaglie ideologiche!), le feste danzanti, le notti passate in bianco tra risa e pianti (quante risa e quanti pianti no!?), le notti musicali e i dj set, i festival all’aperto, i viaggi – come il nostro, incredibile, tu, J. ed io, verso il nord semi-tropicale del Paese, alle Cataratas de Iguazú, – le partite allo stadio, le passeggiate lungo il nostro Paraná, la guerra contro le dannate zanzare che a Rosario non danno scampo!!!

Già sai che ho due adorabili sorelle; ma saprai anche che lì ho lasciato una famiglia ancora più grande: impossibile dire quanto mi mancano le mie esplosive venezuelane, J. e N.; il mio fratellone acquisito, I., del grande Messico; i miei colombiani, A. e M. li adoro più della mia vita; il mio amato gruppo brasileiro; e voi, miei lontani cugini argentini, che mi avete preso sotto la vostra ala, quando ancora neppure ero in grado di parlare in spagnolo come si doveva(!)….

“Uff, che forte tutto questo!!!”, direbbe il nostro adorato rolo A., e ne avrebbe ragione; impossibile renderlo a parole…sembrerebbe che il rischio di rimanere incollati a quei ricordi attraverso la nostalgia sia forte però…però mi basta chiudere gli occhi un momento, e rendermi conto con gioia che nel ripercorrerli sto sorridendo perché, perché mia cara E., mi accorgo che invece di essere triste per aver lasciato alle spalle cose incredibilmente meravigliose, come ci si aspetterebbe dalla natura umana, sento come se ciascuno di voi mi stesse spronando a mettere a frutto gli “insegnamenti” che mi avete impartito, e quasi quasi mi sembra di sentirvi, che stiate proprio lì a incitarmi, e ognuno con la sua brava cadenza! ché tanto già sapete che ho imparato qualsiasi accento, dal Golfo del Messico alla Terra del Fuoco!!!

….E., credo di essere un po’ stanca adesso sai? Ah ah, che faccia tosta vero, spero di non averti perduta!! Bensì di averti fatto fare almeno due risate, e scommetto di essere riuscita nell’intento. Devo scappare adesso, ci vediamo presto eh!

ìBesos amiga te quiero! Ale