L'emozione del viaggio

CONCORSO SCRITTORI IN ERBA

Il viaggio fantastico

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La morte del nonno aveva portato non poca mestezza nella famiglia, alla sua sepoltura in molti lo avevano accompagnato .Il mondo aveva perso una persona di valore e lo si leggeva negli occhi umidi dei presenti, era stato uomo geniale  e studioso di ogni materia .Al capezzale gli chiedevo “ nonno mi vuoi bene ?” ,non poteva parlare perché la malattia gli aveva colpito la gola e sapeva che di li a poco ci avrebbe lasciato .Con la testa annuiva e mi stringeva forte la mano facendomi sentire  vicino a lui.  Volevo bene a quel giovanotto dai capelli bianchi con la barba lunga  .Le mani mostravano sulle ossa le vene gonfie  ed i segni dell’ usura del tempo.La sua vita l’aveva vissuta intensamente nello studio ed alla ricerca di qualcosa che non aveva mai rivelato .

A 58 anni tutto un colpo decideva di perfezionare la lingua spagnola ,mi chiedevo se una “ciquita” della sua età lo avesse sedotto, perché  se ne andò in Spagna per sei lunghi mesi .Ero a conoscenza  che  aveva cercato dei vecchi libri nei mercatini delle pulci di Madrid e di Valencia ma non avevo idea di quale  fosse l’argomento.Quando il notaio lesse il testamento ,con mia sorpresa il nonno mi aveva donato la sua biblioteca ,il resto rimaneva alla nonna. Una quantità di libri impolverati nella casa di campagna ed alcuni appunti .

Il primo giorno lo dedicai a pulire con amore quella fonte di sapienza , in questo gli somigliavo molto , forse è stato per questo che ha pensato a me, oppure perché voleva che portassi avanti i suoi studi .

Una vecchia foto di una fiamma di 40 anni prima su un vecchio libro :”come mai il nonno teneva a quella foto ,non era quella della nonna nemmeno quella della mamma” , dietro una dedica :” Al me amigo Jacopo, con mucho amor ,te abrazo fuerte ,tu Clarita.”In una “carta” chiedeva con una “pregunta” di andare in Spagna perché aveva trovato un libro che parlava del “ coche fantastico”.Nella “carta” scriveva che “…..el coche fantastico es una máquina  que ayuda viajes  al espacio exterior   ,no es todavia una máquina  del tiempo ma creo que  se puede hacer con un poco de studio de mas e mucha volontad de buscar la  solución  del problema….”

Le parole magiche furono “macchina fantastica e macchina del tempo “ .Ero pervaso da una frenesia incontrollabile di conoscere e di scoprire cosa avesse voluto dire. Apersi velocemente il libro ed incominciai a leggerlo .

“ …toma una mesa de árbol e hace un contenidor por una persona …” ricopri il contenitore con della lamiera e all ‘interno sopra la “cabeza” poni il cristallo a forma di piramide a tre facce e all’esterno devi mettere il cristallo di quarzo a nove facce proveniente dalla razzia che Cortéz ha fatto ai Maya .Il cristallo ha il potere di amplificare i segnali di qualsiasi genere ,un uso scorretto porterebbe alla morte chi lo usa .Sopra ad arco deve essere messa la semiluna che riporta l’immagine del dio “ Quetzalcoalt” il dio bianco che veniva dalle stelle.In un’ “otra carta “c’era scritto che anche il “Colonello Fawcet” sembra lo avesse cercato con il suo amico “Tiger Jack”, ma di loro se me persero le tracce nella profondità dell’ Amazzonia ,ed anche se furono cercati per venti anni non si ebbero altre notizie .Solo un ” garimpero” tuttavia giurava che i due fossero saliti su una astronave ,con destinazione un pianeta  vicino alla “Estrella del Norte” .

Era notte fonda ma non riuscivo a staccarmi dal libro ,ero emozionato, c’erano tutte le indicazioni per costruire “ El coche fantastico “.Nella macchina avrebbe trovato posto solo una persona . Fatta a mo’ di bara, la persona ne prendeva posto  con le mani su dei comandi per aumentare o diminuire il numero di giri della “piramide a tre facce” . e della “piramide esterna a nove facce “ un arcobaleno di luci avrebbe mostrato che la macchina era in funzione e quando il semiarco raffigurante il dio “Quetzalcoalt” si fosse illuminato a giorno allora il viaggio poteva iniziare . Mi chiedevo come mai il nonno Jacopo non l’avesse costruita ,ma conoscendolo era impossibile che non si fosse cimentato nell’ impresa .Rimuginavo continuamente quando mi tornò alla mente che quando ero piccolo ,un giorno trovai il nonno a dormire dentro una scatola o almeno così mi pareva ,”sai è per avere un sonno profondo  ma non lo dire in giro che il nonno dorme poco ,questo è un nostro segreto”.Aveva costruito il “coche” ma dove lo aveva messo ? Nella libreria c’era un’apertura segreta che solo lui ed io conoscevamo ,una stanza con i libri più misteriosi sugli Ufo ,sui Maya,su Atlantide  e………”El coche fantastico”.Sembrava mi avesse messo delle tracce per portarmi alla stanza ,quindi voleva che  trovassi la macchina. Sotto un telo di juta la “macchina” appariva in tutta la sua semplicità e bellezza. I colori delle piume del papagallo  apparivano ai lati del “coche” ed al centro un” grande occhio” ,come quello dei sarcofagi egiziani, forse c’era un collegamento .

La macchina era a due posti . “Certo lui e su amiga Clarita!!!”

Ripulii tutto con cura ,lucidando la lamiera della macchina in cui apparivano delle scritte e dei segni simili ai disegni che si trovano negli altopiani in Perù ,con alternate alcune spirali che richiamavano i disegni misteriosi dei campi di grano ed “el piloto del coche ,tipo, el piloto dell’Ovni del Castillo de Mexico”.Era chiaro che avrebbero significato qualcosa ,”un codice” mi dicevo : “da decifrare” . Frugando sotto il cuscino della parte sinistra ,trovai una lettera ,indirizzata ……..proprio a me.L’ aveva lasciata il nonno e vi erano le istruzioni per viaggiare e la spiegazione dei simboli .I colori e le piume del” Quetzal” significavano che il “coche “poteva viaggiare anche come macchina del tempo ,le piume rosse significavano le fiamme che uscivano da sotto per spostarsi nello spazio . I disegni simili a quelli trovati negli altopiani del Perù  indicavano le costellazioni esplorate e la direzione da prendere .I cerchi simili a quelli dei campi di grano le galassie che avevano vita ,ed il grande occhio indicava la possibilità di vedere ovunque nel cosmo senza spostarsi.Era di certo una tecnologia aliena  .

Alla mattina di buon’ora andai a casa di Anna ,la mia fidanzatina ,dai capelli rossi ,che ha il pallino dell’ astronomia .“Sveglia , dormigliona , buone notizie, ho lavorato per te tutta  la notte“.Una faccia “scassata ” a dir poco si avvicinava alla finestra maledicendo il giorno che mi aveva conosciuto, ma una volta edotta era tutto un bacio ed un abbraccio ,”voglio vedere il coche ,subito!”.

Era ora di passare all’azione,  il nonno e Clarita erano tornati, per cui entrammo nella macchina e stringendoci la mano chiudemmo il coperchio su di noi. I meccanismi oliati cominciarono a vibrare e poi a ruotare velocemente .Una serie di lampi azzurri di elettricità statica si scaricavano dai nostri corpi verso le pareti del “coche”. Di fuori un arcobaleno di luci e dei lampi che avrebbero rotto lo spazio temporale ,creando così un cancello, una apertura detta “gate” . Immediatamente all’interno del” coche” sopra la testa a livello degli occhi si era formata un’immagine olografica in tre dimensioni .Si poteva notare la Via Lattea ,Vega , le costellazioni dello Zodiaco  ed un pianeta designato con una “X” nella Costellazione di Andromeda .All’ unisuono , “verso la X!!”.Le mani si muoveano  come già istruite su un “Joy” che dirigeva la “nave”. La partenza fu istantanea ed altrettanto l’arrivo. Ci avrebbe accolto un pianeta arido ,senza piante ,battuto dal vento. Atterrammo su un piazzale fatto ad aeroporto,alcune navi spaziali erano ferme in disuso,fuori dagli angar. Alcune buche mostravano che la terra era stata ferita da ordigni sganciati secoli prima ,anche lì c’era stata la guerra ,sembrava non ci fosse anima viva ,e il tutto pareva disabitato ,quando apparivano dal terreno sottostante un uomo ed una donna ,mi sembrava di riconoscere le forme familiari ,ma i miei erano morti in un incidente aereo diversi anni prima ed il nonno e la nonna si erano presi cura di me. Ma a guardali bene sembravano proprio papà e mamma ,non è che solo sembrassero erano loro sempre giovani come me li ricordavo. Avevo una stretta al cuore e mamma mi abbracciava forte “ figlio mio,figlio mio” ,anche papà mi stringeva e stringevano Anna .Mi portarono sotto la crosta del pianeta “X” .

Illuminata a giorno si presentava una città immensa ,piena di gente e di veicoli volanti di cui non saprei dire il funzionamento ,all’ interno  sorgevano due lune la cui orbita le mostrava nascere e scomparire all’orizzonte ogni 8 ore . Era il posto in cui migliaia di rapiti dalla Terra erano stati portati dai “Dominatori delle stelle” per colonizzare lo spazio ,perché asserivano che un giorno o l’altro la nostra bella Terra blu sarebbe stata cancellata dalla stupidità del genere umano ,che non si rendeva conto che a poco a poco la stava facendo morire con l’inquinamento e con le guerre assurde fatte in nome del dio denaro .Loro avevano accettato di buon grado di colonizzare quel posto pur sapendo che non mi avrebbero mai più rivisto , erano dei pionieri  ,ma mi spiegavano che c’erano altre colonie di terrestri nello spazio.

Il loro statuto recitava testualmente “Le guerre sono bandite dal pianeta “X” chiunque promuova una guerra  sarà immediatamente esiliato “

Dopo aver passato alcuni giorni stellari ritornavamo al “coche” contenti di portare al presidente degli Stati Uniti d’America e di Russia  nonché di Cina il messaggio di pace del presidente del pianeta “X” ed una nuova tecnologia per avere energia in abbondanza a costo zero ,così il petrolio,i combustibili da riscaldamento ,il gas sarebbero divenuti inutili ed il genere umano avrebbe smesso di fare guerre ,cercando la “Pace e Sicurezza” nel pianeta che aveva fino ad ora bistrattato ,rendendolo abitabile e vivibile in ogni sua parte più remota, togliendo la fame e le malattie.

Questo fu il messaggio di Oxvù .