L'emozione del viaggio

CONCORSO SCRITTORI IN ERBA

In viaggio con la Storia

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Domenica 5 settembre 2010. A lato del nastro d’asfalto immerso nel verde montano, sullo sfondo di un cielo plumbeo, i vessilli britannici garriscono al vento mostrandoci la via. Quando all’improvviso il manto stradale diventa sterrato, due cartelli tondi di divieto di transito ci bloccano le auto che  parcheggiamo a destra sul ciglio. L’uomo anziano, uscito da casa per vedere chi c’è, assicura che possiamo lasciare le nostre auto lì, indicandoci la direzione da prendere per la nostra escursione. Calziamo gli scarponi e carichiamo gli zaini sulle spalle. Dopo aver riempito le borracce d’acqua pura nella vecchia fontana, partiamo da contrà Valle di Tonezza del Cimone incamminandoci lungo il percorso che, in leggera discesa, ci porterà fino in Val Barbarena . Il gruppo degli escursionisti è assortito e sembra ben affiatato. Sono nove amici arrivati quassù nel pomeriggio di sabato da fuori provincia . Hanno cenato e pernottato in una locanda del posto di questo bel centro turistico.  Sono tre ragazze e sei ragazzi giunti dalla lontana Parma, città godereccia famosa per la buona cucina, dove le loro storie si sono intrecciate tra i banchi di scuola ed i campi di calcio. Parlando con loro a ruota libera, s’intuisce subito che sono uno spaccato del nostro tricolore, ricco crogiuolo d’identità regionali. Le loro origini, infatti, si diramano per l’intera penisola, isole comprese . Raffaele, che fa da collante tra comitiva e capogruppo ( il sottoscritto), è nato ad Agrigento, ma vive e lavora tra Parma, Vicenza e la capitale. La sua “morosa”, romana “de Roma”,  si è da poco laureata in lingue e sta facendo un corso per hostess. Al seguito c’è pure la mascotte: un cucciolo di sangue misto adottato al canile municipale della capitale. La comitiva giunta il giorno prima in Contrà Campana, ha fatto la sua prima escursione nella Storia della Grande Guerra nel tardo pomeriggio partendo dal cimitero austro-ungarico dei Crosati per poi giungere al Sacrario di Monte Cimone . Sul cratere della mina la pattuglia emiliana ha ascoltato in silenzio il racconto drammatico dello scrittore nemico Fritz Weber (“Tappe della disfatta”)letto con abilità da Cristina. Ora, l’impressione di quale sia l’insidia della guerra di trincea  è  loro più evidente. Prima che il gruppo giungesse al nostro appuntamento io ero già stato in loco il sabato mattina in Val Barbarena Bastarda,  laggiù,  proprio sopra il “Gorgo del béco” dove fu ammazzato, nel marzo del 1945 in un rastrellamento nazi-fasciata, “Freccia”, il capo della missione alleata che teneva i collegamenti con i partigiani. E lì ,in quella valle ancora selvaggia, s’era svolta la commovente cerimonia organizzata dagli“Amici della Resistenza di Thiene”col patrocinio del Comune di Tonezza . La lapide a ricordo di John P.Wilkinson era stata inaugurata, scoprendo l’Union Jack britannica sulla parete rocciosa appena sopra il torrente. Tra una selva di labari gli alfieri avevano deposto le corone d’alloro di ANPI e AVL, mentre il  Console onorario britannico aveva collocato la caratteristica corona di papaveri rossi. Era presente anche la nipote con gli altri parenti  del soldato caduto assieme al  superstite ottantenne, commilitone di “Freccia”: il tenente Christopher Woods, nome di battaglia “Colombo”. La giovane interprete inglese aveva anche letto una commovente lettera affidatale dalla sorella ultranovantenne di “Freccia”; poi numerosi oratori al microfono avevano commemorato il caduto. Ma tutto questo l’avrete già letto sul Giornale di Vicenza nei giorni scorsi. Torniamo, pertanto, nei ranghi in compagnia della nostra avanguardia. A me interessava transitare in quel posto per coinvolgere emotivamente nella particolare storia quel gruppo amante della natura; compiere una gita salutare e, contemporaneamente, viaggiare nella Storia. Ebbene ora, dopo aver raccontato a grandi linee quanto era successo nella lotta per la liberazione dall’occupazione nazista tra il ’43 e il ‘45,  scatto la foto ricordo. Non voglio, però, imprimere un’immagine con espressioni serie . Desidero fissare nella memoria i visi sereni di giovani che manifestano attese positive verso il futuro;  ragazzi svegli che sappiano trarre dal passato una lezione per non ripeterne gli errori. Ed è così, con un leggero sorriso, che onoriamo questo caduto, arrivato come nembo dal cielo dalla vecchia Inghilterra, per venire a morire in questa lontana contrada selvaggia in Val Barbarena. Ecco, ora considero, mentre ripongo la fotocamera, come la morte di questo soldato “straniero” sia un altro sacrificio sommato a quello di migliaia di partigiani che hanno contribuito a riscattare un intero popolo dalla nefasta dittatura e a fondare una nazione democratica. Tra poco riprenderemo la marcia verso le Casare Zolle dove ci aspetta una sosta con la degustazione dei formaggi tipici. Proseguiremo, poi, imperterriti per il Rifugio Rumor dove incontreremo l’amico Gianni che ci offrirà il caffè con la prugna. Sarà l’ultima tappa prima di raggiungere il forte italiano di Campomolon, sopra il Passo della Vena, imboccando Forcella Valbona. Ma questa è un’altra storia della Grande Guerra, che approfondiremo quando raggiungeremo la meta . Per il momento attardiamoci ancora qualche istante a meditare in silenzio sulla lapide lassù, sopra il “Gorgo del béco”, ringraziando con deferenza per questo suo sacrificio il valoroso soldato britannico Maggiore Wilkinson.

Fine