La spia dal dente d’oro
Pubblicato da rosaluna
Treno per Vienna.
Anita trascina la pesante borsa. Posto vicino al finestrino, per godere del panorama.
Sistemati borsone e se stessa, allunga le sue ancora scattanti gambe, una ravvivata con le dita ai capelli e “Velden arrivo!” sussurra eccitata.
Chiusi gli occhi, un sorriso aleggia sulle labbra socchiuse al pensiero di quel lago così trasparente da potersi specchiare.
Sta beatamente sognando quando “Clang!” il rumore della porta che si apre.
“Rotto l’incantesimo” borbotta.
“Occupato?” una voce maschile la fa sussultare. “Avevo prenotato nello scompartimento accanto. L’aria condizionata non funziona. Le secca se resto qui?”
“Prego” risponde Anita pensando “al diavolo!” e richiude gli occhi.
Ogni tanto sbircia l’uomo e pensa: “Non mi piace”.
L’uomo inizia:” Scusi se la disturbo ….” E non la smette più.
Lei ascolta, ma soprattutto lo guarda di sottecchi.
Guarda il suo dente d’oro e per poco non scoppia a ridergli in faccia quando le dice di essere una spia.
“Una spia in che senso?” chiede.
“Ha presente gli 007? I servizi segreti? Sto tornando a casa, in Croazia. Lei dove abita?”
“Treviso”.
“Sto cercando un appartamento vicino a Treviso. Ne conosce qualcuno che costa poco?” continua l’uomo.
“Forte!” sganascia lei dentro di sé “La spia non ha i soldi per fare la spia! Però, però…”
Ascolta ancora un po’, quindi prende una rivista dal borsone e inizia a sfogliarla.
Un titolo a caratteri cubitali la colpisce: DELITTI IRRISOLTI.
Non le piace leggere di fatti cruenti ma adesso, piuttosto d’ascoltare l’uomo (neanche è piacevole a vedersi) va bene anche quell’articolo.
Ora l’uomo è nervoso.
Ritorna alla rivista: “…..A una svolta i delitti irrisolti di Via Poma e dell’Olgiata? Un filo comune sembra collegare i due delitti ecc. ecc.”
Il tempo di leggere il riassunto dei fatti e impallidisce: l’uomo le sta puntando addosso una pistola.
“Zitta! Non fiatare!”
“Come faccio a fiatare se sono morta di spavento” pensa, gli occhi incrociati per la paura fissi sulla pistola.
“Clang!” il rumore della porta aperta.
“Bum!” e l’uomo crolla sparato sui sedili.
Parte un altro colpo che manda in frantumi il finestrino.
Un’esclamazione di stizza contemporaneamente al secondo sparo.
Delle braccia robuste hanno immobilizzato un giovane uomo.
“Sta bene signora?” Una donna poliziotto l’aiuta ad alzarsi e l’accompagna fuori.
“Si grazie. Morta di paura, ma senza un graffio” balbetta vistosamente Anita.
“Un regolamento di conti tra bande dell’est. L’uomo era il capo di una banda specializzata nel rapire minori. Chi l’ha ucciso è di una banda rivale”.
Biascica Anita: “Aveva detto che era una spia dell’est e che rientrava da una missione in Italia. Ma aveva un dente d’oro e che una spia avesse un dente d’oro non mi faceva tornare i conti”.
Ride la poliziotta mentre offre un bicchiere d’acqua ad Anita che lo beve d’un fiato.
Con un sorriso la donna le dice: “Venga signora, l’accompagno in un’altra carrozza”.
“Si andiamo via” sospira Anita e, ancora tremante, si lascia guidare verso un’altra carrozza.





