L'emozione del viaggio

CONCORSO SCRITTORI IN ERBA

Ricordi del centro RP

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La parola “retinico “ pochi l’hanno sentita ed ancor meno sono quelli che ne conoscono il significato . E’ una malattia degenerativa della retina, la prima causa di cecità,  si chiama Retinite Pigmentosa o più comunemente RP.

Nel centro retinico di Pisa c’erano tante persone che venivano a curarsi . Iniezioni direttamente nel bulbo oculare, dapprima una per occhio poi cinque /dieci e lo sopportavi per guarire . Dei bambini facendole si comportavano da adulti, non un pianto, non un lamento la voglia di vedere era più forte della paura e del dolore e degli adulti si comportavano come dei bambini.

In questo centro alcuni compagni di sventura raccontavano i loro viaggi .

Livio è ingegnere elettronico e si interessa del controllo qualità della produzione industriale. Nessuno conosce come faccia perché e quasi cieco ma svolge il suo lavoro meglio di un vedente. Alcuni anni fa aveva fatto un viaggio nell’America Latina, l’obiettivo erano le piramidi Maya . “E’ stato meraviglioso, erano immense . Sono salito sino in cima ma non vedevo l’orizzonte, lo immaginavo, come immaginavo il vedere la gente che vi era salita”. La cosa curiosa è che sulla cima di una di queste piramidi aveva conosciuta una ragazza di Roma . Aveva fatto migliaia di chilometri per trovare a 50 anni la donna della sua vita e aveva messo su famiglia, mentre si raccontava gli brillavano gli occhi.  Sono due anni che non lo vedo, ma ad ottobre dell’ anno scorso ha avuto la gioia di una bambina. Lo ricordo sempre con molto affetto .

Tommaso se ne stava diritto come un palo della luce, appoggiato sullo stipite della porta e mi raccontava la storia della sua vita . Era nato cieco  e provava con queste iniezioni vedere se il nervo ottico si fosse rimesso a lavorare. E’ medaglia d’oro nelle olimpiadi per disabili che si sono tenute a Sidney, due anni fa. Un viaggio lo aveva portato con un suo amico paraplegico a cavalcare un cavallo, perché non è che abbia paura o si scoraggi perché è cieco , fa delle cose semplicemente impossibili . Il paraplegico dietro, era i suoi occhi, dava le istruzioni ” gira a destra ,volta a sinistra “ ma ad un certo punto Tommaso spronava il destriero ” yahoo, yahoo!!” ,tanto che si imbizzarriva, disarcionava il paraplegico e si lanciava verso il bosco .” Tommaso ,Tommaso, fermati!!! “ gridava a squarcia voce il suo amico, ma il cavallo correva come impazzito, poi Tommaso si ritrovò impigliato su un ramo,  sospeso a mezz’aria,  era indenne .

In una corsa in slitta erano in tre, Tommaso,  il paraplegico ed un paralitico pure amico suo. La slitta prendeva velocità, Tommaso era davanti, in mezzo il paraplegico e dietro il paralitico . Alcune buche subito dopo la partenza disarcionavano il paralitico che gridava “ aiuto, aiuto ,Tommaso!!!” ma la slitta aumentava velocità e dopo alcuni secondi anche il paraplegico ruzzolava fuori gridando anch’egli  “ Tommaso, Tommaso fermati !“ ma Tommaso non vedeva niente ed incurante del pericolo continuava la corsa sempre più velocemente . Andò a schiantarsi sotto un gatto delle nevi che stava transitando ad un lato della pista . Travolto e calpestato dai cingoli della macchina spariva in mezzo alla neve . “ E’ morto,Tommaso è morto” gridavano i due da lontano . I soccorsi giungevano veloci e sorpresa, una figura scura si levava dalla neve bianca. Denudato dai cingoli, con il casco fracassato barcollando il nostro eroe salutava con la mano, sembrava impossibile, era ancora  vivo .

Mi pare di sentirlo ancora quando mi incoraggiava a tener duro, a non mollare, perché nel tempo purtroppo molti mollano. E’ drammatico come la malattia si impossessi della persona e la isoli completamente dal mondo.  Alcuni oltre a divenire ciechi diventano anche sordi,  senza alcuna speranza di guarigione. Qualcuno si è tolto la vita, la solitudine, l’ansia, la paura del domani, il futuro incerto non giovano affatto a trovare la forza per vivere.

Voi la sera spegnete la luce e desiderate il sonno ristoratore perché avete camminato, avete lavorato, avete incontrato persone con cui vi siete dilettati in altrettanti discorsi ma il retinico è costretto quando va bene ad un paraocchi come quello dei cavalli ed il buio spesso è la sua vita, gli sono state tolte le gioie che voi date per scontate, le piccole cose di ogni giorno. Quello che fa maggiormente male è l’ indifferenza e l’ insensibilità, di quelli che quando inciampi ti dicono “guarda dove metti i piedi “ , al posto ditenderti la mano  per rialzarti, vorremmo molto guardare, Dio solo sa quanto.

Mohammed vive in Tunisia è ingegnere informatico,  sono oramai quattro anni che non lo vedo, mi chiedo spesso cosa gli sia accaduto, gli ho scritto alcune lettere in italiano ed in inglese ma a parte una cartolina di Tunisi raffigurante un beduino su un cammello ed una lettera di un suo viaggio in Francia non ho più ricevuto notizie, neanche al “centro retinici” si sa più niente. Le lettere non sono tornate indietro per cui qualcuno le ha ricevute e questo suo silenzio lascia il posto a tormentosi pensieri ed a domande senza risposta. Nella sua ultima lettera scriveva in francese con mano tremolante “ ho soggiornato per una settimana in un grande hotel , vicino al mare, il tempo era bello le persone cordiali è stato bellissimo …adieu mon amì “ .

La malattia ci unisce e fra di noi si è propensi a pensare che il solo fatto di trovarci sia una cura . Al centro prima che Paola, la dottoressa che ci curava, morisse, venivano molte persone, da tutta Italia e dalle isole, vi erano poi alcuni che giungevano dalla Tunisia, dall’ Inghilterra, dalla Russia, dall’ America e dalla Cina . Ricordo ” Shao yen” (credo si scriva così) il cui nome significa poeticamente  “ alba del mattino” . Sembrava una bambina, timida, vergognosa, molto bella portava i capelli nero corvino fino alle spalle e sorrideva continuamente, avendo sposato un italiano parlava perfettamente la nostra lingua. Era laureata e ricopriva un ruolo di prestigio come responsabile alle vendite per una nota marca di fax.

Paolo veniva invece da Palermo , un po’ cicciottello , ben pasciuto sprizzava allegria da tutti i pori della pelle . Ogni tanto ci rallegrava facendo battute nel suo dialetto cercando di fare il mafioso.

Anna era una dei pazienti che giungevano da Salerno,  gioviale,  mora, di bellezza partenopea prorompeva con il suo profilo giunonico . Sbadatamente o forse no uno le toccò il fondo schiena e lei dopo un primo avvertimento ne diede un secondo “ attenzione perché ti faccio come Muzio Scevola “ .

C’era anche fra quelli che non ho più rivisto una donna, piccola, esile, di bell’ aspetto che accompagnava la sua bambina a curarsi . Paola mi diceva che era una “madre coraggio “ , aveva dato un rene per salvare la figlia diabetica ed ora la portava a curarsi gli occhi La guardavo con occhi diversi, con molta ammirazione, come fosse un’ eroe di guerra . Le mamme hanno un coraggio tutto loro, come quello dei leoni ed non hanno paura a mettere a repentaglio la loro vita per quella dei loro piccoli.

Quanto tempo abbiamo passato assieme, persone con caratteri forti, persone con caratteri deboli, persone altamente credenti che ti facevano toccare una bustina,  gelosamente custodita in una scatoletta di perle, un filo di stoffa di saio appartenuto a Padre Pio di Pietralcina, come se quel filo ti potesse regalare una scintilla di luce per rischiarare le tenebre.

Anche Rosa di Milano mi ha portato sette medagliette, “tienile sempre in tasca “ sono benedette,  sono della “Madonna delle medagliette  “ ti aiuterà, io lo so” . La Madonna no, ma queste attenzioni mi hanno un poco riavvicinato a quel Dio che avevo perso . Io non credo ai miracoli, ma credo che questo grande Ingegnere che ha costruito tutto sia in grado di fare qualsiasi cosa .La sua grandezza si vede inequivocabilmente dalle cose fatte,  i cieli,  le stelle, il Sole, la Luna, la Terra ed i milioni di piante, di fiori e la famiglia degli animali. Chi è quello stolto che crede che tutto sia venuto per caso ? Provi egli a prendere delle cose e mescolarle fino a creare la “vita”.  Siamo ignoranti ed arroganti in quel che diciamo e facciamo e tutta la nostra scienza e tutto il nostro sapere si ferma davanti alla cura per un banale  “raffreddore”.  Mi spieghi l’ ingegnere o lo scienziato che cos’ è l’ elettricità o le onde radio od il magnetismo,  l’uomo crede di sapere, invece non sa nulla ne deve passare di acqua sulle pale del mulino prima che si scoprano le cose elementari ,ed ancora di più per comprendere il progetto di Dio. Certo l’ elettricità la usiamo ma non sappiamo che cosa sia . Persino il tempo che credevamo lineare, scandito dal Sole risulta essere “diverso “ nello spazio . E tutto ciò che abbiamo imparato in migliaia di anni è solo farci la guerra, accaparrarci le materie prime, possedere il petrolio, arricchirci avidamente sulla pelle di quelli che muoiono di fame . I poveri con un mondo così diventeranno sempre più poveri ed i ricchi sempre più insensibili, perché mai Dio ci dovrebbe premiare con il “paradiso”?.  Non sarebbe meglio aiutare il prossimo, poiché quando lo fai ti senti a posto,  senti che hai ubbidito ad una legge che non è scritta se non nel profondo del tuo cuore.

Ho idea che questa malattia la RP ,non solo ci abbia uniti noi retinici ma ci toglie il dispiacere di vedere un mondo in cui non mi riconosco più .