Simona
Pubblicato da barbex
Era una afosa serata d’estate, quando tornando dal lavoro, all’imbocco del casello dell’autostrada di Padova ovest, una ragazza in Jeans con un berretto colorato in testa mi chiedeva un passaggio fino a Vicenza est .
I fari della macchina illuminavano quell’ essere esile da cui risaltavano due grandi occhi scuri su un viso biancastro. Era una bella ragazza e si vedeva che non era delle nostre parti .
“Ciao mi chiamo Renato e tu ?” , ”Simona C.” rispondeva in un italiano americanizzato e “ di dove sei” aggiungevo curioso, “abito a New York e faccio la ballerina nel più noto teatro americano e guadagno in una sera quello che tu guadagni in un anno “ , “ ma và” rispondevo io , ”ti prendi gioco di me”.
“ Senti levami una curiosità, come mai porti quel berretto colorato e non mostri quei bei capelli biondi? “ , ebbe un attimo di esitazione nel rispondere poi tristemente in maniera pacata asciugandosi gli occhi con il dorso della mano aggiunse “ ho la leucemia, ho provato a curarmi nei migliori i ospedali americani, ma non c’è niente da fare, ho ancora tre mesi di vita che voglio passare a Vicenza e morire fra i miei amici, i miei genitori sono d’accordo “.
Di colpo quel buonumore che avevo mi passò e divenni cupo e pensieroso, mi chiedevo se l’avessi ferita con quelle domande e chiesi scusa, imbarazzato .
I suoi amici la aspettavano da almeno due ore , ma non poteva avvisarli che aveva perso la coincidenza con la corriera ed all’ epoca , cioè circa 35 anni fa non c’erano i cellulari .
Quando arrivammo a Vicenza est le strinsi la mano dicendole “ ciao” e lei ricambiò il saluto, sorridendomi . Scese dalla macchina e cominciò a correre verso una ragazza dai capelli scuri che era nel parcheggio, subito delle figure maschili si lanciavano verso di lei con le braccia aperte e vi fu un grido di gioia quando tutti assieme la strinsero affettuosamente .
Non mi trattenni dal piangere come non mi trattengo ora ricordando Simona che non c’è più.





